La Mappa-3-0 Del Blogging Business Avanzato

Hai mai scalato una montagna?

Io, nel mio piccolo, lo faccio un paio di volte all’anno. Mi inerpico tra le mulattiere del Monte Sagro fino ad arrivare in cima, dove sorge maestoso un vecchio castello medievale.

L’equipaggiamento è essenziale: macchina fotografica, acqua e caffè nel termos. Non si può arrivare sul pinnacolo, sedersi all’ombra del castrum e ammirare la città sottostante senza avere tra le mani una tazza fumante di caffè.

Lo so! Non è l’immagine tipica di un atleta. Probabilmente altri preferiscono un gatorade. Ma io non sono un sportivo. Non raggiungo la vetta per allenare il mio corpo. E non ascolto “Eye of the tiger” mentre mi arrampico.

Il mio obiettivo è semplicemente quello di visitare un luogo suggestivo con più di mille anni di storia, che – ahimé – non è raggiungibile con l’auto.

Ecco perché una volta lassù, dopo essermi dissetato con acqua minerale, apro il mio termos, verso il caffè nel suo coperchio, che funge da tazza, e lo sorseggio con gusto, come se fosse un cerimoniale intimo che unisce il piacere della pausa a quello inconfessabile del possesso – quantomeno visivo e sicuramente temporaneo – di una rocca antica che migliaia di persone ammirano dal basso e solo sul lato prospiciente il mare.

Ma ora torniamo alla domanda: hai mai scalato una montagna? Se lo hai fatto sai di certo che le difficoltà e le insidie che si trovano sul percorso le conosci man mano che le incontri, non prima.

All’inizio (ma non sempre) vedi l’obiettivo, che peraltro in linea d’aria sembra essere più vicino di quanto non lo sia realmente. Tutto il resto non lo conosci. Non sai quello che ti aspetta durante la scalata.

Potresti incontrare un ruscello da attraversare con le mani sollevate, nel tentativo di preservare la reflex, piuttosto che una frasconaia impenetrabile; oppure una scoscesa pericolosa che ti costringe a deviare il percorso, se non anche una famiglia di vacche selvatiche che non si sa mai come la pensano rispetto alla tua improvvisa comparsa sul loro territorio.

Insomma, si parte con un obiettivo da raggiungere, ma le decisioni da prendere e le soluzioni da adottare durante il cammino sono numerose e imprevedibili.

La costruzione di un blog finalizzato al business online è esattamente la stessa cosa. È come scalare una montagna per la prima volta. Sai quando inizi e dove vuoi arrivare in teoria, ma non sai quando, come e se ci arrivi. Per giunta, non sai nemmeno di non sapere, perché la tua visuale è molto limitata, se non addirittura falsata dalla prospettiva sbilenca di osservazione.

Il blog di lavoro-casa.org, per esempio, è molto funzionale e di una qualità grafica superiore alla media. Ma le modifiche e i miglioramenti sono all’ordine del giorno. Non solo perché la tecnologia WordPress è in continua evoluzione, ma soprattutto perché mi sono accorto della necessità di usare strumenti più adeguati solo quando ho potuto raggiungere certe vette.

Ecco perché durante i miei coaching riesco a essere molto più risolutivo e utile alle persone di quanto non lo sia stato con me stesso. L’esperienza acquisita e gli obiettivi raggiunti mi permettono di vedere nuovi orizzonti di organizzazione e di gestione che durante l’impianto del mio blogging business non riuscivo nemmeno a immaginare.

Volendo ipotizzare una mia nuova start up, oggi farei subito alcuni passaggi, evitandone altri; userei solo determinati strumenti, plugin, template, hosting etc.; prenderei decisioni più furbe e accorte alle mie reali esigenze e non a quelle che si presumono in ragione della routine o dell’usanza degli altri. E soprattutto impiegherei meno di una settimana a costruire un impianto forse anche più potente di lavoro-casa.org.

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