il Tuo Tempo Migliore

Abbiamo detto centinaia di volte che uno dei vantaggi più grandi di chi lavora da casa con un blog è quello di avere più tempo libero. Non lo dico solo io, ma tutti quelli che lavorano con internet e che non hanno bisogno di uscire di casa per guadagnare soldi.

Eppure, c’è qualcosa che non torna, perché ogni volta che parlo con i blogger (anche quelli del mio gruppo) o con gli infomarketer, mi sento dire sempre le stesse tre parole: non ho tempo!

C’è chi mi chiama per avere delle dritte su un plugin o per scambiare due chiacchiere e mi dice che ha poco tempo a disposizione per leggere. Chi invece si giustifica per il tempo trascorso dall’ultima volta che ci siamo sentiti, dicendo che è stato molto impegnato. E chi ancora non riesce a sviluppare un nuovo progetto perché non ha un momento libero per concentrarsi sulle cose da fare.

Insomma, ho come la sensazione che la storia del tempo libero, per molti, sia più la parte di un copione recitato a memoria che non la caratteristica di un’esperienza piacevole da condividere sinceramente con i lettori.

E questo è un problema, perché l’asimmetria interna al tuo sistema di comunicazione non solo crea un’immagine sfocata di quello che sei e di ciò che offri, ma indebolisce il tuo sistema empirico.

Il che significa che se quello che dici è diverso da quello che fai, con ogni probabilità non hai la minima consapevolezza degli obiettivi che vuoi raggiungere.

Stai lavorando su una mappa senza coordinate. Scrivi cose che non pensi e pensi cose che non dici. Cammini ad capocchiam, come avrebbero detto i miei amici di liceo. E quello che condividi con i lettori non vale molto di più dell’incoerenza del tuo comportamento.

Esagero? Non credo. Perché non puoi raccontare agli altri un’esperienza che non hai mai fatto. E non puoi dire di conoscere i benefici dell’homeworking se non riesci a trovare il tempo di leggere un buon libro o di vedere Takeshi’s Castle con i tuoi figli.

Quante volte ci capita di sentire qualcuno che dice: “scusa, non ho avuto tempo di rispondere alla tua email”. Ma questo è terribile! Soprattutto se lo dice un blogger, ovvero uno che racconta agli altri la storia del tempo e dei benefici che si ricavano dall’uso della tecnologia.

A tal proposito voglio farti leggere un brano che ho tratto da “Le pillole di Aristotele” di Lou Marinoff, dove l’autore invita il lettore a immaginare com’era – per esempio, nel XIX secolo – iniziare una corrispondenza fra New York e Londra.

Per prima cosa ci si sedeva davanti a uno scrittorio – fatto di uno squisito lavoro artigianale – dove era posato un bel foglio di carta fatto a mano, corredato di buste uguali.

Accanto facevano bella mostra di sé un calamaio, di cristallo o di vetro, riempito con l’inchiostro del colore preferito, la preziosa collezione di pennini, e probabilmente non mancavano il sigillo personale e la ceralacca.

Il passo successivo consisteva nel concentrarsi, scrivere una lettera in bella grafia, firmarla e sigillarla.

La lettera sarebbe partita alla volta di Londra a bordo di una nave e, una volta giunta a destinazione, prima di venire aperta, sarebbe stata oggetto di eccitazione e di ipotesi. Poi sarebbe stata aperta con cura, con l’ausilio di un tagliacarte, quindi letta e riletta.

Forse sarebbe stata al centro dei pensieri per alcuni giorni e, infine, sarebbe stata scritta la risposta.

Potevano intercorrere mesi tra il momento in cui si spediva una lettera e il momento in cui sarebbe giunta la tanto sospirata risposta. Di sicuro, nessuno si sarebbe arrabbiato o irritato nel frattempo. C’era molto tempo per respirare (e l’aria non era inquinata) e c’erano anche molti altri compiti da svolgere, a un ritmo altrettanto lento.

Questo tipo di corrispondenza era un’arte vera e propria, un’arte eccellente, ed era resa possibile dall’opera di numerosi artigiani. Il mittente e il destinatario, in linea di massima, non solo erano in grado di leggere e di scrivere meglio dei laureati di oggi, ma sapevano anche manifestare virtù importanti come la pazienza.

Ora, pensa a quello che succede oggi. La tua email viene spedita premendo un semplice tasto. E mentre stai leggendo altre email, e nel frattempo chatti con amici e lettori, inizi a fremere perché non hai ancora ricevuto una risposta.

Addirittura, se passa un giorno – ovviamente, dipende dal tipo di rapporto che hai con il destinatario – c’è il rischio di pensare a un incidente diplomatico.

Non una volta mi è capitato di non poter rispondere immediatamente alle email di un lettore o di un cliente che il giorno dopo mi ha riscritto con toni preoccupati. C’è stato anche qualcuno che si è offeso, perché ha interpretato il tempo trascorso (18/20 ore) come una mancata risposta.

E poi che dire degli errori di cui è infarcita ogni email a causa della fretta che governa le nostre attività online? È paradossale che la tecnologia non aiuti le persone a scrivere meglio, ma peggiori le loro performance.

Si dispone di un editor di testo avanzato, con la possibilità di usare caratteri speciali, sottolineature, grassetti o di correggere in tempo reale i refusi; ma nessuno ha il tempo di soffermarsi su queste cose. Tanto si capisce lo stesso.

I fattori di incoerenza

Tornando al nostro discorso sui benefici di tempo dell’homeworking, direi che l’incoerenza delle persone che predicano bene e razzolano male sia dovuta a due fattori:

  1. Non vivono realmente come vogliono far credere
  2. Non conoscono la nuova ricchezza
Prima specie

Quelli della prima specie sono persone che hanno un lavoro o una professione tradizionale da cui traggono il loro reddito principale. Il blog – o ogni altro tipo di attività online – è un piacevole passatempo o, tutt’al più, un tentativo di creare un modello alternativo di guadagno e di vita. Non è ancora un modello di riferimento.

Nulla questio! Ma se non lo dici esplicitamente, se non spieghi ai tuoi lettori che stai provando a costruire il tuo lavoro da casa, e che quello di cui parli non sono delle strategie collaudate, almeno su di te, corri il rischio di dire cose che non conosci e di apparire come un ciarlatano.

Tu sei quello che fai, non quello che scrivi. Perché quello che fai ti appartiene, ti foggia e ti qualifica immediatamente. Mentre quello che scrivi semplicemente ti preannuncia. La scrittura intercede tra quello che sei e quello che appari. Ma non ti rappresenta immediatamente.

Le persone leggono di te e sono fiduciose di trovare un modello di riferimento. Per questo si creano un’aspettativa. Ma prima di affidarsi completamente, hanno bisogno di vedere quello che fai e come ti comporti.

Le spiegazioni sono importanti per creare l’attesa. Ma solo le dimostrazioni possono farti vincere. Si vince con le azioni, non con il ragionamento.

Seconda specie

Quelli della seconda specie sono persone che usano il web, ma lavorano in modo tradizionale. A differenza dei primi, non sono in mezzo al guado. Non hanno un lavoro che li frena, perché già sfruttano a pieno la potenza di internet per fare business. Ma non hanno il senso della nuova ricchezza, quella cioè che deriva dalla libertà e non dai soldi.

Si può essere ricchi con entrate da 30.000 euro al mese e un lavoro online che ti impegna più di 16 ore al giorno. Ma si può essere anche più ricchi con entrate da 10.000 euro al mese e un lavoro online che ti impegna per 6 ore al giorno.

Non è sbagliato scegliere l’ambito della seconda specie. Tuttavia, si tratta di un modello che già esiste da secoli nel mondo del business tradizionale e che di sicuro differisce da quello proposto su questo blog, che invece si ispira al benessere che deriva dal tempo a disposizione delle persone.

La nuova ricchezza

La nuova ricchezza è il tempo che hai a disposizione per fare quello che ti piace. È la libertà, ovvero, il potere di scegliere la tua vita o di decidere come viverla.

Mi viene in mente la storia del manager e del pescatore messicano che ho già raccontato qualche mese fa. Si tratta proprio del concetto del vivere, della bellezza del mondo che esiste fuori dal tuo ufficio, di un nuovo modo di vedere il tempo a disposizione per dare piacere e godimento a ogni singolo istante della tua giornata.

Internet ti permette di guadagnare gli stessi soldi nella metà del tempo che serve nel mondo del lavoro tradizionale.

Se hai bisogno di lavorare 12 ore al giorno per avere un reddito di 10.000 al mese, con il blogging business avanzato puoi ottenere gli stessi risultati con sole 6 ore di lavoro al giorno. E questo già basta a fare della nuova ricchezza un obiettivo molto più interessante del vecchio modello.

Ma a che serve ottimizzare il rapporto ore/reddito, se poi decidi di impiegare le ore che avanzano per sviluppare nuovi progetti di lavoro?

Se lo fai, forse incassi più soldi (che non significa essere più ricchi), ma ti perdi qualcosa che i soldi non potranno mai darti: la vita.

Conclusioni

Anche il tempo libero deve essere strutturato. È un dovere farlo. È un dovere acquisire buone abitudini, nuovi ritmi, sforzarsi di aumentare le attività piacevoli della giornata e concentrarsi sul divertimento, per averlo come obiettivo.

Le persone sono abituate a pensare al riposo e al relax solo in termini di momenti circoscritti dell’anno (le ferie, le vacanze natalizie etc.). Lavorano per andare in pensione.

Ma non riescono proprio a concedersi liberamente del tempo, magari per fare cose semplici, come frequentare una scuola di tango, passeggiare col proprio cane in riva al mare o ancora andare in montagna per arrivare in cima o per godere delle suggestioni naturali indotte dalle stride acute di un falco o dal vento che stormisce il frascume e dal suono gorgogliante dell’acqua del ruscello.

Lavoro-casa.com è un blog che sostiene la libertà di lavorare di meno per godersi di più la vita. Lo fa perché è possibile, perché è un modello sostenibile e alla portata di tutti.

Con il blogging business avanzato si hanno tutti gli elementi per avere una vita straordinaria. Ma se non sai come metterli insieme, rischi solo di girare a vuoto e di perdere il tempo migliore, quello che ti serve per vivere realmente.

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